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Catania - La città del vulcano

Aggiornamento: 28 mar


Si immagina sia stata fondata intorno al 729 AC dai Calcidesi, i suoi monumenti sono frutto di diverse dominazioni che nei secoli si sono susseguite.

Sotto la dinastia Aragonese divenne Capitale del Regno di Sicilia. La città sorge alle pendici dell’imponente Vulcano Etna, che nel corso della storia è stata più volte teatro delle sue eruzioni non che terremoti che hanno cambiato la sua conformazione. Come l’eruzione del 1669, seguita dal terremoto del 1693, che distrussero quasi per intero la città, successivamente ricostruita in stile Barocco. Il suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Il nucleo originario della città era situato su un colle, corrispondente all'odierna piazza Dante, dove sorge il Monastero di San Nicolò l'Arena (oggi sede universitaria).

La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l'Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si trovava il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l'omonima via ne ricorda l'ubicazione). L'Amenano si rende visibile all'Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la cosiddetta "Pescheria" e la piazza del Duomo.

Il simbolo di Catania è un elefante probabilmente di epoca o bizantina o araba. L’obelisco che porta al di sopra fù portato a Catania durante le crociate, proveniente dall’Egitto. Dei periodi antecedenti il 1693 non rimane molto anche perché la città venne distrutta ben 7 volte e successivamente ricostruita. Fra i luoghi da visitare vi è l’anfiteatro romano, il convento dei benedettini che si trova in piazza dante, naturalmente piazza duomo con l’elefante la chiesa di Sant’Agata padrona della città che si tiene dal 3 al 6 febbraio giungono a Catania pellegrini, turisti e curiosi provenienti da tutta la Sicilia. È considerata la terza festa dell'intera cristianità per partecipazione popolare dopo la Settimana santa di Siviglia e al Corpus Domini di Cuzco, in Perù. Sulla stessa piazza vi è la fontana dell’Amenano con la caratteristica pescheria, e porta Uzeta. Li vicino vi è il palazzo Biscari privato e non visitabile, da piazza duomo parte la via Etnea fatta in pietra lavica su questa via sorgono molti palazzi di notevole importanza. Un’altra piazza che vale la pena visitare e la piazza teatro massimo, mentre una delle strutture sopravvissuto alla colata lavica del 1669, è il Castello Ursino esso sorgeva su una scogliera che si affacciava sul mare la colata cambio radicalmente la morfologia della costa. Consiglio a tutti di prendere una guida che vi porti in giro per la città. Per chi invece vuole fare da se durante le ore di punta la città e molto caotica con difficolta nel trovare parcheggio e molta difficolta nel circolare. Consiglio una visita mattutina prima degli orari di lavoro che dovrebbero essere tra le 8 e le 9.

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