Casa Cifali

  • Massimo

Sarde a beccafico - La Sicilia nel piatto

Aggiornamento: 29 mar


Oggi vi voglio parlare di un altro piatto tipico della nostra terra. Era il piatto della gente comune, di quelle persone che non potevano permettersi il lusso del cibo dei nobile. Questo piatto prende il nome da un altro piatto adorato dalle famiglie nobili siciliane, i quali mangiavano piccoli e grassi uccelletti, detti beccafico, chiamati cosi perché mangiavano avidamente i fichi. Le persone che all'epoca non avevano soldi usavano prodotti economici accessibili a tutti, ma allo stesso tempo creavano piatti unici, utilizzando prodotti della nostra splendida Sicilia. La somiglianza con questi uccelli ispirò il piatto omonimo. Questo piatto dal sapore deciso, rispecchia ed esalta i sapori della nostra terra. È un alimento che non dovrebbe mai mancare in una dieta sana per le sue proprietà nutritive. Questo pesce è molto digeribile ed è ricco di grassi buoni, ovvero omega3, e contiene inoltre: calcio, iodio, fosforo, potassio, selenio, fluoro, zinco, vitamine A e B.

Esistono due versioni, quella catanese farcite con: pangrattato, formaggio ragusano grattugiato, uova, farina, aglio, capperi. Poi impanati e fritti.

La versione Palermitana è farcita con: pangrattato, ragusano grattugiato, pinoli, aglio, uvetta, limone, acciughe sotto sale, alloro, zucchero e uovo. In questa versione vengono arrotolati e cotti al forno.

La mia versione è un misto tra le due ricette. Se verrete a trovarci vi farò assaggiare questa ricetta che mia nonna Nicola, celebre chef di Taormina a tramandato a noi. Il vino consigliato è lo Zibibbo DOC di Pantelleria, secco con sentori fruttati e sapore minerali che ne esalta il sapore. Buon Appetito!

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