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The Sicilian Trails

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  • Immagine del redattore: Massimo
    Massimo
  • 11 lug 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 mar 2022


Il modo ideale per percorrere questa strada è con una moto, ma se ciò non è possibile si possono vivere le stesse grandi emozioni in macchina. Seguendo le tortuose strade dell'Etna, a soli 62 km da Taormina, alle pendici dell'Etna, si trova il paese di Maniace con il famoso Castello di Nelson. Se avete tempo, vale la pena visitare questa bellissima valle al centro della Sicilia.

Le origini di questo paesino alle pendici dell'Etna sono molto remote, anche se della sua storia si conosce poco. Quel che è certo è che prende il nome dal generale bizantino Giorgio Maniace che nel 1040 sconfisse le truppe musulmane di Abdallah per riconquistare la Sicilia.

Per tutto il medioevo questa via fu la più importante arteria di penetrazione nell'interno dell'isola con numerose fortificazioni lungo tutto il suo percorso. Serviva da passaggio per Pellegrini ma anche per re e nobili con i loro eserciti.

Qui si svolsero sanguinose battaglie tra Normanni e Arabi, con il famoso Gran Conte Ruggero.

Contessa Adelaide dal Monferrato venne a sposarsi con il conte Ruggero, portando una grandissima colonia di persone del nord Italia conosciuta come Lombardia, aumentando la popolazione locale. Con il loro arrivo è arrivata anche la loro cultura e la loro lingua. Furono impiegati per difendere l'isola prima sotto Guglielmo il Normanno e poi sotto Tancredi.

Tra gli eventi più importanti da segnalare, nel 1089 papa Urbano II si fermò in questo remoto villaggio e per lui fu una gioia ritrovare un testimone cristiano, forse l'ultimo in quel territorio pagano e arabo, nel bel quadro dell'ancora Vergine esistente, venerata in quella piccola cappella eretta dal generale bizantino in perpetuo ricordo della sua vittoria e lasciata agli abitanti come protettrice di quelle case che avrebbero poi preso il suo nome. Si prostrò davanti all'immagine sacra e materna della Madonna sotto il titolo di "Madre di Dio" e invocò il suo aiuto materno per la sua impresa, per ottenere dal conquistatore il ripristino della vita e della gerarchia cristiana nell'isola.

Per la prima volta la Chiesa cattolica di Roma concesse a un sovrano sovrano numerosi privilegi amministrativi, tra i quali la capacità di gestire i vescovi, i beni finanziari delle diocesi e l'istituzione di una metropoli. Un'istituzione singolare che è nelle mani di governanti ribelli, guidati unicamente dal loro interesse o dalla ragion di Stato o spesso dall'arbitrato, creando nei secoli tanti dissidi.

Nel 1172 la regina Margherita, madre di Guglielmo II, detto il Buono, fondò un'abbazia benedettina dedicata a Santa Maria (detta anche Ducea di Nelson, Castello di Nelson e Ducea di Maniace). L'immobile si trova al confine tra i comuni di Bronte e Maniace, in provincia di Catania. Fu fondata dalla regina Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I di Sicilia. Fu donato perennemente al feudo (15.000 acri di terra) nel 1799 dal re Ferdinando I delle Due Sicilie all'ammiraglio inglese Horatio Nelson per la sua gratitudine per aver represso la cosiddetta Repubblica dei Parti salvandogli la vita e il regno. Oggi il complesso è stato trasformato in un museo.

 
 
 
  • Immagine del redattore: Massimo
    Massimo
  • 8 lug 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 28 mar 2022


Uno piccolo ma simpatico paesino appena sopra Taormina posizionato su una rocca , La denominazione trae ispirazione dalla conformazione del grande masso su cui sorge che ricorda appunto una “mola”. La sua storia inizia nel periodo pre-ellenico. A causa della sua posizione essa fù una delle due acropoli di Taormina. Il suo nome originario era Mylai qui vi abbittavano i Siculi, testimoniata dalla necropoli di Cocolonazzo. Successivamente conquistata da Dioniso, nel 367 Adromaco costruì il suo centro abitato a piano delle Ficare, realizzando delle mura fortificate cisterne per l’acqua di cui tutt’oggi esistono delle testimonianze. Negli anni si sussegue alle varie dominazioni, fino all’arrivo dei mori . Hibraim, riesce a far breccia nelle fortificazioni della città e distruggendo la cittadella. Il castello resiste all'attacco dei Mori che perà si dirigono verso Taurmenium, attraversando la porta che da allora è detta “dei Saraceni”. Il dominio arabo si conclude nel 1078, con l'ascesa di Ruggero il Normanno che conquistata Taormina, dopo sette mesi d'assedio, espugna anche la fortezza di Mola,. Ruggero costruisce un nuovo centro abitato intorno al castello, chiamandolo Mola, dove sorge oggi il centro della città. Se vi piace camminare vi consigli di salire per la scorciatoia che passa per l’antico insediamento dove ancora oggi esiste la porta Saracena. Una delle cose da vedere a Castelmola e quello che rimane del castello e la sua vista panoramica che domina tutta l’area. La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia. Appena giunti li fermatevi ad assaporare un bicchiere di vino alla mandorla che qui e di casa, magari accompagnato da uno dei deliziosi dolci frutto della lavorazione delle mandorle.




 
 
 
  • Immagine del redattore: Massimo
    Massimo
  • 7 lug 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 28 mar 2022



Una dei siti archeologici più importanti di tutta l’isola è la valle dei templi. Distante solo 4 ore da Taormina. Il parco archeologico , con i suoi 1300 ettari, è il più grande del mondo. Inserito nel patrimonio dell’umanità dall'UNESCO. I templi facevano parte dell’antica polis di Akragas “la più bella città dei mortali”, diceva lo scrittore Pindaro. Fu fondata da popolazioni provenienti dall’isola di Rodi e dai Cretesi Raggiunse il suo massimo splendore nel V secolo AC. La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben dieci templi di ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli, ed in più il museo. Una delle cose che lo rende speciale e la pietra rossa di cui sono composti i templi e che al tramonto sembra infuocarsi esaltando al massimo la bellezza di questo posto.

Questa è la città natale di Luigi Pirandello premio Nobel per la letteratura. Si può anche visitare la casa divenuta oggi museo. Per chi non vuole rinunciare ad un bagno in mare, proseguendo lungo il litorale dopo Porto Empedocle troverete “la scala dei turchi” e un tratto di costa dove vi è una parete rocciosa di colore bianco che presenta una forma ondulata e irregolare, con linee non aspre bensì dolci e rotondeggianti. come se fosse una scala composta di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa. Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria di origine Turca.

 
 
 

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